Il viaggio continua

Ho letto
nei tuoi occh chiusi,
percependo
la tua anima.
Ho capito
prim’ancora di te,
cio’ che dovevi dirmi.
Ho sorriso e allargato
le braccia,
per donarti ancora la mia spalla.
Ti tengo stretta,
accarezzandoti i capelli,
sapendo che,
il viaggio continua.

Stamani

Mi sono accorto,
semplicemente,
di essere vivo.

Me ne vado

Pensavo d’esser
tra signori
e vedo solo
umili quaqqaraqquà
muoversi in fila
verso una direzione
tracciata d’altri.
Alzo il cappello,
m’inchino
e me ne vado,
dove la mente
è ancora libera,
e la bocca pulita.

Libero

Io,
il mare,
la mia vela.
Il sole,
il volo di un gabbiano:
sono libero.
08/87

Ritrovarsi

 
Seduta davanti alla finestra in una camera spogia, Raffaella guardava fuori la pioggia rigare i vetri e abbeverare la terra.
Praticamente nuda s’accarezzava le spalle per donarsi un po’ di calore.
Un velo di tristezza le annebbiava l’anima.
Era stanca Raffaella, stanca di una ipocrisia fatta di parole vuote, pettegolezzi, invidia, violenza e poca chiarezza.
Continuava a chiedersi quale fosse la sua colpa, ma non la trovava, aveva sempre cercato di essere coerente con se stessa, difendendo persone e valori a lei cari.
Che aveva fatto di tanto male per meritarsi disprezzo e odio di chi fino a poco prima la reputava amica e confidente?
Si mise a canticchiare un pezzo del Barbiere di Siviglia… e si abbraccio’ forte.
Confuse le sue lacrime con la pioggia…fino a tirare un profondo sospiro.
S’accorse che lei si merivata di volersi bene e che in fondo era inutile stare male per chi preferiva gettare fango addosso piuttosto che tendere una mano.
Seduta davanti alla finestra in una camera spogia, Raffaella guardava fuori la pioggia rigare i vetri e abbeverare la terra.
Praticamente nuda s’accarezzava le spalle per donarsi un po’ di calore.
Un sorriso ora le illumino’ l’anima: il suo.
 

La tua invidia

 

Perirai
di quel male oscuro
che semini
a piene mani
in campi gia’
concimati
d’asini sapienti.
Nessuna musica
in una dissonanza
d’intenti.
Sfodera la spada
e affronta il duello:
non ho paura
d’affrettare
la tua fine.

Volo controvento

Non crescero’
per scender ad un livello
che non sento mio.
Prendo il volo,
controvento,
seguendo la scia dell’estate
che mi porta lontano
da un luogo
non luogo
che non ho compreso,
che non mi ha compreso.
Parole senz’anima abbondano,
portandomi all’indigestione:
rinuncio ad esser complice
d’un infantile gioco.

Un attimo

Domani
andrò a prendere le sigarette,
non preoccuparti, starò via un attimo,
il tempo di uscire dalla tua vita.

Oggi mi sento "musico leggero".

Stravolgendo gli schemi e i discorsi usuali, oggi voglio parlare di qualcosa di frivolo e magari anche poco interessante.
Premettendo che non sono un fan sfegatato oggi volevo parlare dei POOH.
Come molti sapranno oggi a Milano avverra’ l’ultimo concerto dei Pooh nella storica formazione.
Dopo piu’ di 40 anni Stefano D’Orazio (il batterista entrato al posto di Negrini se non sbaglio nel 1971) lascia "l’astronave" dei Pooh.
Nonostante sia d’accordo con molti nel ritenere Stefano d’Orazio il meno dotato almeno di voce dei quattro e tralasciando le molte voci che affermano che non sia lui a suonare e che sia tutta "scena", stasera mi sarebbe piaciuto essere al loro concerto.
Penso sinceramente che sara’ un concoerto ricco di emozioni e carico di quella leggera malinconia che rendera’ il momento magico.
Possa piacere o meno ma penso che almeno una volta nella vita tutti abbiamo cantato Piccola Ketty, Pensiero o Tanta voglia di lei (solo per citare 3 canzoni che conoscono tutti).
Ora sara’ da capire cosa faranno "gli altri 3", che vorrebbero arrivare almeno ai 50 anni del gruppo e che dicono di avere ancora molte cose da dire.
Personalmente penso che continueranno a fare qualcosa in studio e molto meno live, magari con qualche "concerto reunion", ma questa e’ una mia personale idea.
Penso comunque che non sia facile dire basta quando, nonostante tutto, hai ancora l’apprezzamento del pubblico, continui a "vendere" e ad essere apprezzato.
Un plauso a Stefano, ci vuol piu’ coraggio a dire basta perche’ ci si sente dia ver gia’ dato tutto che continuare un qualsiasi rapporto portandolo alla sterilita’.

Assurdo comportamento

Bussi alla mia porta
a notte fonda
quando ormai
ho chiuso,
chiedendo attenzione
che non voglio
ne posso dare.
Eppure
dalle tue labbra
non esce saluto
mentre
sotto il sole,
incrociamo il cammino.
Assurdo comportamento!
Ancora una volta
non apriro’